SOGGETIVITÀ ARCHITETTONICA
Il discorso nasce a fronte della relazione tra architettura e l’attuale momento storico, dominato dall’informazione e dalla comunicazione. La risposta alla domanda cruciale del come si rapporta l’architettura rispetto alla rivoluzione informatica sta in una soggettivizzazione della stessa. Abbandonando gli standard, la tipizzazione e l’oggettivazione delle funzioni, palinsesti della società industriale e di conseguenza nel suo modo di abitare, la materia architettonica deve relazionarsi all’unicità dell’individuo.
SOGGETTIVO: Che riguarda il soggetto, che ha fondamento nel
soggetto: valore s. dei giudizî. Più specificamente, come termine della
filosofia e della psicologia, qualifica sia ciò che non si può pensare esistente se non in
rapporto con il pensiero, sia ciò che è tipico di un solo individuo cosciente,
in opposizione a ciò che è comune a tutti gli individui.
Il profilarsi di una progettazione soggettiva trova
fertilità nello sviluppo in-between e sulle connessioni. Si
ragione rispetto all’interattività, ovvero l’interconnessione dinamica
di dati.
Esempio lampante di una soggettivizzazione architettonica si
ha nella vita post-pandemica. Si è degradato lo standard quotidiano
casa=abitare ufficio= lavoro, mescolando le carte in tavola, tramite
smartworking e la necessità di elaborare nuovi spazi che possano rispecchiare
le esigenze dell’individuo che li abita. Si stratta di uno sconvolgimento anche
in scala urbana, dove banalmente i suoi flussi cambiano superficie, campo,
orientamento.
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